giovedì 9 ottobre 2008

Signore quel giorno mi hai chiamato per nome.




E’ uno dei più bei ricordi del mio tribolato e tortuoso cammino di fede! Ero un adolescente con tutte le difficoltà e angosce che ogni ragazzo vive in questo fondamentale momento di crescita.
Ma bisogna fare un ulteriore passo indietro, poiché qualche tempo prima conobbi a Chiaravalle un monaco di nome Giovanni che avevo incontrato in confessione; era molto giovane mi aveva colpito subito, alto magro testa rasata aveva un tono di voce molto pacata, dai modi molto riservati e discreti lo sguardo mai imbarazzante, la parola misurata una grande sensibilità e capacità di ascolto.
Era un uomo di Dio!
Ma torniamo a quel sabato pomeriggio d’estate, il caldo era opprimente il sole bruciava e il mio stato d’animo di “adolescente inquieto” era a pezzi. Entrai in abazia, fui subito risollevato dalla frescura che le mura ultra millenarie di questo complesso riescono a mantenere; dal fondo della navata mi veniva incontro una figura molto composta e con quell’ elegante abito cistercense che portava con molta compostezza, tra le mani portava un rosario che sgranocchiava con calma ritmando il passo lento. Quando fummo vicini lo riconobbi era Padre Giovanni mi colpì il suo sorriso mi trasmise serenità e mi salutò così: “Ciao Renato, come va?”
In un attimo tutta la mia angoscia la mia tristezza scomparvero mi ricordai del primo incontro e balbettai un saluto!
Ero incredulo all’ idea che si potesse ricordare il mio nome! Uno sconosciuto qualunque che avevo conosciuto mesi prima!
Ero proprio io Renato … …
Non ricordo molto ma se mi conosco bene sicuramente il mio cuore aveva iniziato a battere in modo veloce! L’incontro si prolungò per parecchio tempo, mi ricordo che fece parecchi riferimenti alla prima confessione … sembrava mi conoscesse da molto tempo!
Iniziò un cammino di direzione spirituale e di discernimento che durò due anni e fu interrotto dalla sua partenza per trasferirsi a Fiastra altro centro di spiritualità della comunità monastica dei Cistercensi.
Fu però un trampolino di lancio, da questo momento in poi niente era più come prima! Cresceva in me la coscienza della vita di fede che cambia da passiva accettazione della propria famiglia, ad attiva scelta personale! Da quel momento in poi avevo sentito la voce del Padre che mi chiamava per nome!
Non fu facile il distacco ma egli aveva gettato un seme che stava germogliando, stava lavorando dentro di me e non si poteva spegnere, non poteva morire così! Conobbi un altro Padre che proseguì il cammino di ricerca che ad alti e bassi continua tuttora!
Oggi penso a quell’incontro e provo ancora affetto per Padre Giuseppe e ringrazio il Signore che tramite questa figura il Signore si è presentato a me, si è fatto conoscere, mi ha mostrato il suo amore di Padre!
L’amore di colui che si è fatto carne per noi, per noi è morto, è risorto … … Per noi è venuto ci ha chiamato per nome e ci accompagna per mano sulla strada della nostra vita.
Caro Don Gioel, Stefano, Marco siete strumento del Padre a disposizione dell’uomo!

mercoledì 8 ottobre 2008

Ieri Marco mi ha gentilmente segnalato un articolo che riporto:


Da Avvenire di oggi a firma di Pierangelo Sequeri

"...Le nostre ricchezze migliori, a livello locale e globale – la cultura, l’educazione, la cura, gli affetti, la creativite le invenzioni dello spirito umano – sono devotamente in ostaggio dello sviluppo economico necessario. Abbiamo incominciato a pensare di poter vivere degnamente, all’altezza delle nostre qualitmigliori, solo a patto che qualcuno decida che ci sono le 'risorse'. E quanto ai 'sacrifici' necessari alla salvezza, se ci lamentavamo delle nostre devozioni tradizionali, questa nuova religione non scherza niente. Il vaso di Pandora ora siaperto:­pieno di buchi neri. La Parola di Dio rilancia la sua sfida. Non­contro le ricchezze e lo sviluppo, la propriete il benessere. Il punto­che abbiamo sviluppato una mentalitmacro-servile, nei confronti di nuovi padroni invisibili, che stanno dietro il velo di un tempio a noi inaccessibile, ci mettono una gran soggezione, e parlano e profetizzano come se avessero le chiavi della nuova rivelazione. Invece, al massimo, sono servi, non padroni. Tanto per cominciare."

martedì 7 ottobre 2008

OGGI LA CHIESA FESTEGGIA LA BEATA VERGINE MARIA DEL ROSARIO

Il Rosario è, nato dall'amore dei cristiani per Maria in epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in Terrasanta. L'oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica. Gli anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali. Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di pietà con la recita dei "Paternostri", per il cui conteggio S. Beda il Venerabile aveva suggerito l'adozione di una collana di grani infilati a uno spago. Poi, narra una leggenda, la Madonna stessa, apparendo a S. Domenico, gli indicò nella recita del Rosario un'arma efficace per debellare l'eresia albigese.Nacque così la devozione alla corona del rosario, che ha il significato di una ghirlanda di rose offerta alla Madonna. Promotori di questa devozione sono stati infatti i domenicani, ai quali va anche la paternità delle confraternita del Rosario. Fu un papa domenicano, S. Pio V, il primo a incoraggiare e a raccomandare ufficialmente la recita del Rosario, che in breve tempo divenne la preghiera popolare per eccellenza, una specie di "breviario del popolo", da recitarsi la sera, in famiglia, poiché si presta benissimo a dare un orientamento spirituale alla liturgia familiare.Quelle "Ave Maria" recitate in famiglia sono animate da un autentico spirito di preghiera: "E mentre si propaga la dolce e monotona cadenza delle "Ave Maria", il padre o la madre di famiglia pensano alle preoccupazioni familiari, al bambino che attendono o ai problemi che già pongono i figli più grandi. Questo insieme di aspetti della vita familiare subisce allora l'illuminazione del mistero salvifico del Cristo, e viene spontaneo affidarlo con semplicità alla madre del miracolo di Cana e di tutta quanta la redenzione" (Schillebeeckx).La celebrazione della festività odierna, istituita da S. Pio V per commemorare la vittoria riportata nel 1571 a Lepanto contro la flotta turca (inizialmente si diceva "S. Maria della Vittoria"), il giorno 7 ottobre, che in quell'anno cadeva di domenica, venne estesa nel 1716 alla Chiesa universale, e fissata definitivamente al 7 ottobre da S. Pio X nel 1913. La "festa del santissimo Rosario", com'era chiamata prima della riforma del calendario del 1960, compendia in certo senso tutte le feste della Madonna e insieme i misteri di Gesù, ai quali Maria fu associata, con la meditazione di quindici momenti della vita di Maria e di Gesù.
Piero Bargellini

lunedì 6 ottobre 2008

Chi l'avrebbe mai detto ... ...

Domenica 5 ottobre 2008 sono le 7 del mattino e la sveglia (malgrado il rientro alla 1.00) ci avvisa che bisogna alzarsi; Oggi è il giorno della festa del paese e della Stravisina padana, corsa podistica che parte da Viboldone. Obbiettivo della corsa è riuscire a "chiudere" per la prima volta con Mariangela i 20 km; senza pretese cronometriche e quant'altro.
La mattina è spumeggiante la temperatura non supera i 6 gradi ma dal cielo si preannuuncia una giornata relativamente calda, quindi decidiamo di correre con maglietta a maniche corte ... ... alla partenza troviamo Marco Fabio e Urium che dopo circa 100 metri dalla partenza perdiamo all'orizzonte! In effetti il primo quarto d'ora, mani e braccia sono ghiacciate, ma il silenzio e la concentrazione non vanno disturbate con lamentele!
Dal 3° al 8° km le prime difficoltà dovute al bel percorso panoramico, ma sterrato! Al primo ristoro decidiamo di non bere e dopo qualche metro si torna a correre sull'asfalto ... ... siamo intorno al 9 ed è passata la prima oretta ... le gambe e la testa vanno ... (E' una passeggiata!) al 12 ° troviamo il ristoro ma non riusciamo a bere per via dell'acqua fredda!!! siamo al bivio a sx si va per i tredici e dritto i 20; Il giorno prima avevo pensato all'ipotesi nel caso di stanchezza di proporre il percorso dei tredici ma Mariangela sta bene e quando entriamo nella solita via dove corriamo spesso, aumenta leggermente il passo e mi dice "finalmente siamo a casa!". Fino al 16 km il passo è proprio sciolto, diventa piu' affannato quando entrando alla cascina Montone il fondo si fa sassoso ed irregolare! Al ristoro ci fermiamo, per scambiare qualche parola con le signore dell'organizzazione e via per gli ultimi 3 km, I piu' faticosi! siamo intorno alle due ore di corsa le gambe sono un po' doloranti ma alla stazione la vista dell'abbazia e del cartello dell'ultimo chilometro ci sprona allo sprint finale ... ... siamo intorno alle 2 ore 8 minuti ... ... GRANDE!!!!!!
Ma non c'è tempo di cerimonie sono le 9 55 il tempo di un te caldo e via a casa dalle bambine alle 10.45 si esce per la Messa!


Ora però ho ancora qualche minutino per riflettere sulle parole del ritornello di un canto di Claudio Chieffoche sotto riporto:


Chi l’avrebbe mai detto amore mio
che sarebbe poi stato tutto vero
però molto più grande amore mio
però molto più vero!

che abbiamo scelto per la celebrazione del nostro matrimonio.
Ci aveva colpito e già dopo 4 anni di fidanzamento alle soglie del matrimonio eravamo stupefatti da questa grande verità che sta dietro la vita di ogni uomo! Niente di ciò che viviamo e ci “capita” è scontato! Rientra in un grande disegno che il Signore ha pensato per me e per Mariangela.
E’ un grande segreto che va custodito per rendere sempre la vita a due protesa in una tensione di novità di bellezza sempre in continua evoluzione, mai statica. E’ la riconoscenza umile di due persone che attribuiscono a Dio i doni che ricevono. E più si fa esperienza di Comunione in Cristo e più Cristo entra in noi stessi e ci cambia, fa di noi persone nuove, persone pronte ad aprirsi agli altri. Cristo nel cuore diventa una bomba atomica, stana egoismi sporcizie e impedimento ad un amore piu‘ vero… … allora si cambia; avviene una trasformazione mentale fisica psicologica. Allora riguardandosi in dietro si scopre di riuscire a fare cose che mai ti saresti immaginato a vivere la vita con un’intensità diversa e ad amare più profondamente le persone che ti sono accanto!

giovedì 2 ottobre 2008

2 OTTOBRE FESTA SS. ANGELI CUSTODI

Mt 18,1-5.10
I loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli

+ Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: “Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?”. Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli”.Parola del Signore
L’Angelo Custode
L’esistenza di un angelo per ogni uomo, che lo guida, lo protegge, dalla nascita fino alla morte, è citata nel Libro di Giobbe, ma anche dallo stesso Gesù, nel Vangelo di Matteo, quando indicante dei fanciulli dice: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli”.
La Sacra Scrittura parla di altri compiti esercitati dagli angeli, come quello di offrire a Dio le nostre preghiere e sacrifici, oltre quello di accompagnare l’uomo nella via del bene.
Angelo di Dio
che sei il mio custode,
illumina, custodisci, reggi e governa a me
che ti fui affidato dalla Pietà Celeste.
Amen

martedì 30 settembre 2008

MESSAGGIO 25/09/2008





"Cari figli, sia la vostra vita nuovamente una decisione per la pace. Siate gioiosi portatori della pace e non dimenticate che vivete in un tempo di grazia dove Dio attraverso la mia presenza vi da grandi grazie. Non chiudetevi, figlioli, ma sfruttate questo tempo e cercate il dono della pace e dell’amore per la vostra vita perché diventiate testimoni per gli altri. Vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
COMMENTO:

Fratelli e sorelle, cari ascoltatori di Radio Maria, la nostra vita è piena di decisioni quotidiane. Sempre dobbiamo deciderci per qualcosa. Alcuni decidono per questo, altri per quello; fino a che siamo vivi dobbiamo deciderci. La Madonna ci invita questa sera: “Che la vostra vita sia una decisione per la pace”. Decidersi per la pace significa decidersi per Cristo, perché solo Lui è la nostra unica pace, come scrive S. Paolo nella lettera agli Efesini. Gesù porta la pace che non è quella superficiale o falsa di cui parla la gente. La pace di Gesù è la pace del cuore, che si riceve attraverso le prove e le lotte, abbraccia i cuori degli uomini e li trasforma interiormente. Gesù dice: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace.
Non come la dà il mondo io la do a voi” (Giov. 14,27). Gesù è venuto su questa terra per distruggere il muro dell’inimicizia e dell’inquietudine tra uomo e Dio e stabilire il regno dell’amore, della gioia e della pace. La pace che Gesù ci dona non è prima di tutto mancanza di inquietudine o di guerre, ma una tranquilla relazione filiale con Dio. La pace che porta Gesù è pace che tocca, cambia i cuori degli uomini e trasforma tutto il mondo. I messaggi che la Madonna ci ha donato in questi 27 anni sono indirizzati a ciascuno di noi; Lei chiama ognuno di noi ad essere portatori gioiosi della pace, perché viviamo nel tempo della grazia, nel quale Dio ci dona grandi grazie. Proprio questi 27 anni sono tempo di grazia perché la Madonna ci è vicina in modo particolare. Lei ci invita a testimoniare: ognuno di noi deve essere testimone di pace e di amore. La fede ci dà forza per testimoniare Gesù in questo mondo. Noi abbiamo ricevuto proprio attraverso la testimonianza della Beata Vergine Maria, dei primi apostoli e dei martiri della prima Chiesa la fede nel Dio uno e trino. I testimoni che sono nel Regno di Dio, particolarmente quelli che la Chiesa onora come santi, partecipano anche oggi alla tradizione viva con l’esempio della loro vita, con gli scritti che hanno lasciato e con le loro preghiere. Loro guardano Dio, lo glorificano e non smettono di curarsi di coloro che hanno lasciato sulla terra. La loro intercessione è il servizio più grande nel progetto di Dio. Possiamo e dobbiamo pregarli che intercedano per noi e per tutto il mondo. Così ci insegna il catechismo della Chiesa cattolica. Perciò tutti quelli che vogliono seguire Gesù e lottare per la verità, devono sapere che incontreranno resistenza. Non dobbiamo fermarci, ma dobbiamo andare avanti. Esiste solo una strada e questa è seguire il Signore nostro Gesù Cristo, perchè solo così diventeremo strumenti di pace, come ha detto S. Francesco d’Assisi.

lunedì 29 settembre 2008


Oggi è lunedì 29 settembre 2008 sono passati 4 mesi di blog e questo è il cinquantesimo che pubblico.
Come è nel mio modo di fare approfitto per riflettere su questi mesi, guardarmi indietro e tirare qualche conclusione personale.
Probabilmente quello che è successo in questo anno (salute in particolare) è la causa principale di questa mia forte esigenza di esprimere … … … gioia … serenità … tristezza … sofferenza …. Dolore …. e tant’altro!
Come tutte le cose che mi è capitato di scrivere in questi anni, non mi preoccupa un ritorno, un riscontro da parte di chi legge (anche perché si contano sulle dita di una mano).
L’intuizione è una scheggia un fulmine che non si può catturare … … va colta per quello che è … con i suoi pregi e difetti! Scriverli mi aiuta a ricordare e rileggerli dopo tempo mi stupisce (in tutti i sensi!).
In effetti di fronte alla vita, al nostro cammino di fede ci accorgiamo che non possiamo assolutamente carpirne il significato!
Il significato è Mistero così a noi lontano e a volte vicino … ha un nome Trinità il Padre Gesu’ Cristo e lo Spirito Santo!
Tutta la nostra vita va ricondotta a questa strada che stiamo percorrendo, che ci porta ad incontrare altre persone con cui facciamo esperienza del Mistero. Allora riuscire a rivedere e collegare fatti che sembrano a volte frazionati, aiuta a capire meglio ciò che siamo da dove veniamo … …
Questo Blog è un cofanetto dove ho messo alcune cosine mie, altre tratte da autori o dalla parola di Dio che mi hanno colpito!
Non c’è niente di prezioso, quindi niente da rubare, niente da imparare … … …
Ciò che è prezioso è la vita che il Signore mi ha donato!


Padre mio,
sono niente
sono povero

Ho bisogno di te
del tuo amore Misericordioso
ciò mi rende una grande gioia!
mi solleva sentire di essere amato
vorrei gridarlo al mondo … …
Padre mio,
Tu sei la mia Vita.

_____________Ave Maria___________

_____________Ave Maria___________
Questa preghiera è dedicata a ... ... ...

__SOSTEGNO DI CHI E' MALATO!__

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.

Amen.