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venerdì 21 ottobre 2011

10 Settembre 2011

"E già" "noi siamo ancora qua" dicono così le parole di una canzone di Vasco Rossi !



Il 10 settembre è una giornata proprio speciale per la nostra famiglia, è il nostro Natale, da quel lontano 10 settembre 1994 è nata una nuova famiglia che con gli anni è cresciuta!




Quest'anno abbiamo deciso di passare una giornata fuori casa, qualcosa di diverso, di strano, di bello !!! Qualcosa che venisse incontro a tutti e quattro ... ... ...



C' era l'esigenza dopo una estate molto intensa di staccare almeno per un giorno, tutti insieme, dedicarci un momento per noi ...



Ore 10.00 Colazione in riva al lago a Lazise.







Lazise è un comune di 6.978 abitanti in provincia di Verona, situato sulla sponda orientale del lago di Garda. Questa collocazione geografica gli conferisce una posizione di grande pregio paesaggistico, ma sono presenti anche elementi di grande pregio architettonico e di notevole importanza storica. Oltre a queste peculiarità Lazise può contare sulla presenza di una fonte termale a Colà, di parchi dei divertimenti e un esteso paesaggio agricolo collinare.


L'edificio più imponente di Lazise è il castello scaligero e la cinta muraria che circonda il centro storico. Il castello venne realizzato durante la dominazioni dei signori di Verona Bartolomeo II e Antonio della Scala, o forse poco prima dal padre Cansignorio della Scala (visto che la porta Nuova reca la data 21 maggio 1376). Il paese ha sempre avuto tre porte d'ingresso munite di saracinesche e ponti levatoi.

Il porticciolo


Le vie pedonali di Lazise

La giornata è molto calda, probabilmente sarà l'ultimo week end estivo.

Il castello ...


Ore 11.00 Ingresso al Parco Termale ... ...


Tra cipressi, tuie, tassi e faggi secolari, una sorgente termale scoperta per caso, ha trasformato lo splendido parco della Villa dei Cedri in un luogo di delizie, dove ritrovare il proprio benessere nel tiepido abbraccio di un laghetto termale. Il Parco Termale del Garda offre innumerevoli occasioni di svago, sport, benessere e relax. Completamente avvolto e riparato dal verde delle piante tipiche della macchia mediterranea, il lago termale ha una portata di 5000 metri cubi d’acqua oligominerale dalle altissime proprietà benefiche. La temperatura dell’acqua è stabile sui 34 gradi e raggiunge temperature fino ai 39 gradi nelle vasche posizionate al centro del lago stesso. Per variare l’offerta di balneazione si sono ideate due vasche che sono state immerse nel laghetto “a bagno maria”, isolate completamente dal resto del bacino. In una della due vasche la temperatura i 37°C, nell’altra i 39°C in modo da poter creare una temperatura differenziata rispetto a quella del laghetto che si aggira sui 34°C. Un getto d’acqua al centro del laghetto, che raggiunge l’altezza di una decina di metri polverizzandosi in minuscole goccioline, ricadendo, rinfresca tutto l’ambiente. Un’esperienza suggestiva si prova anche all’interno della grotta. Già all’ingresso un velo d’acqua predispone a un ambiente più intimo. La temperatura leggermente più alta dell’esterno, vi produce una tenue vaporizzazione creando un clima suggestivo e rilassante. Una caratteristica di tutto il complesso è rappresentata dell’enorme ricambio di acqua programmato. Il giardino, composto da piante aromatiche ed alberi ad alto fusto, richiama lo stile romantico ottocentesco. Tappeti erbosi da percorrere a piedi scalzi e aria balsamica da respirare a pieni polmoni creano un’atmosfera unica che stimola i sensi e la fantasia. Il parco si è dotato recentemente di una nuova struttura che si avvale delle più moderne tecnologie, nella quale è possibile usufruire di idromassaggi e cromoterapia. Gli amanti della natura possono fare corroboranti passeggiate nell’entroterra, alla scoperta di seducenti alberi secolari. Nel Parco Termale del Garda non manca l’arte: Villa dei Cedri, Villa Moscardo, Portinerie, Foresterie, Statue sono un’interessante meta per chi desidera conoscere il passato di questo parco. Al Parco Termale del Garda esiste un servizio bar e ristorante (tavola calda) attrezzato per poter passare una giornata intera. Sono ammesse anche colazioni a sacco tipo pic-nic nei boschi sui tavoli e panche esistenti. Il Parco Termale è sempre aperto, tutti i giorni dell’anno, anche nella stagione invernale


Sistemate le borse i lettini asciugamani siamo pronti ad entrare in acqua ...






Percorso natura tra i boschi ...




Alcune foto del lago grande








La temperatura dell'acuq è intorno ai 30°, i getti d'acqua sono molto caldi





Getti di acqua molto calda, idromassaggi e relax ... ...




















Nella vasca al centro del lago ci sono circa 39°
















Il lago al tramonto







Ore 19 sfiniti ci prepariamo per andare a cena










Riprendiamo la macchina e raggiungiamo un paesino nelle vicinanze di Brescia, Mairano dove ceniamo alla trattoria Le Colonne ...


Sono almeno 100 anni che “La Colonna” è punto di ritrovo e trattoria per gli abitanti di Mairano. “Il Trani” la chiamavano, per l’origine del vino che ci si poteva bere; di rimando, le due sorelle che gestivano il locale erano famose come le “Trane”, grottesca deformazione dialettale del nome della cittadina pugliese.Dal 1989 è Luisa Gandellini ad occuparsi amorevolmente del locale, con l’aiuto del marito Giacomo, addetto alle grigliate e agli arrosti, e del figlio Ivan.
L’ambiente è caldo e accogliente, adatto alle cerimonie e ai banchetti, ma soprattutto a quelli che la titolare definisce i “pranzi di famiglia”, occasioni speciali in cui si celebra la convivialità e la voglia di stare con i propri cari.
La cucina proposta è quella tipicamente schietta della tradizione bresciana, e in particolare della nostra Bassa: gli onnipresenti casoncelli, gli spiedi, i bolliti misti, il baccalà in umido, la selvaggina, i brasati, le paste fresche fatte in casa, la trippa, i risotti.
Tutto rimanda ai sapori semplici della cucina popolare, alle ricette contadine preparate con ingredienti poveri e facilmente reperibili.


Il Menu'



Antipasti misti di salumi verdurine fritte in pastella e sottaceti



Casoncelli Burro e Salvia - Trippa - Tagliatelle fatte in casa con funghi - Tortelli di zucca



Rane Fritte - grigliata di carne -



dolci della casa Meringata Torta alle mele



Vino rosso della casa ...



caffe'





Arriviamo a casa dopo mezzanotte stanchi distrutti ma contenti della bella giornata passsata insieme ...





Grazie Mari, Stefi & Franci

lunedì 13 settembre 2010

SI VOLTA PAGINA ... ... ....

Oggi lunedì 13 settembre è una giornata molto importante ... ... ... ...


Francesca inizia il primo anno alle superiori e Stefania il primo anno alle scuole medie!


Si è chiuso un periodo della vita, e si apre una nuova porta verso nuove esperienze ... ...

In questi momenti è palpabile la consapevolezza che nella vita si va avanti e non si può più tornare indietro ... ... ciò che ci lasciamo alle spalle è il bagalio di esperienze che ci serve a vivere e ad affrontare il presente.



E allora ... Via e
in bocca al lupo ... ... ...

C' è una strada, la vostra strada,

essa aspetta il vostro passaggio,

non abbiate paura!

Buon cammino ... ...

venerdì 10 settembre 2010

10 Settembre 2010 ... ...

Canzone Della Tenerezza
Parole e musica di Claudio Chieffo


E’ l’alba e la luce accarezza le cose:
è la tua tenerezza, Signore, è la tua tenerezza...
Il sole ritorna e colora le case:
è la tua tenerezza, Signore, è la tua tenerezza...

Un giorno io avrò una casa, una casa da contadini,
finestre verdi che guardano i campi
e le voci dei miei bambini e le voci dei miei bambini...
E Tu, da un paese lontano,
verrai in un giorno di sole,
Tu colmi la distanza tra la mia voce e le Tue Parole!

La luna, piccola falce, la quiete nella notte profonda:
è la tua tenerezza, Signore, è la tua tenerezza...
Il fuoco scalda la pietra, profumo di legna bruciata:
è la tua tenerezza, Signore, è la tua tenerezza...

Un giorno io avrò una casa, una casa da contadini,
finestre verdi che guardano i campi
e le voci dei miei bambini e le voci dei miei bambini...



Auguri mari ... ...

martedì 25 novembre 2008

LA GIUSTIZIA NEL RAPPORTO DI COPPIA

Una particolare categoria di "prossimo" è certamente rappresentata dall'uomo, o dalla donna, che condivide con noi la totalità della vita sotto lo stesso tetto. Su questo punto l'argomento si farebbe abbondante, dal momento che si entrerebbe nella profondità del sacramento del matrimonio, vocazione che ripristina l'immagine di Dio impressa all'origine sul rapporto della prima coppia.
E' un tema troppo vasto che non potremo affrontare qui sotto i molteplici risvolti di cui si compone. Facciamo perciò una scelta, che in fondo è conforme alla pista che seguiamo fin dall'inizio: il margine della virtù della giustizia. Ci soffermiamo quindi sul rapporto interpersonale della coppia, tralasciando le altre tematiche teologiche connesse al sacramento.La vita di coppia, considerata sul piano della relazione reciproca di due persone, viene descritta dalla Bibbia in modo da offrire a ogni coppia credente le tracce di uno stile di vita quotidiana conforme alle aspettative di Dio. Cercheremo qui di mettere in luce i tratti fondamentali di questo insegnamento biblico. La prima cosa che balza subito agli occhi è il fatto che una relazione d'amore, costruita secondo Dio, deve essere priva dei rapporti di forza.
Il racconto della creazione contiene già questo elemento di pacificazione reciproca che deve caratterizzare la coppia che vive il suo amore nella luce di Dio: "Non è bene che l'uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto che gli sia simile… Il Signore Dio plasmò una donna e la condusse all'uomo" (2,18.22). Questi brevi enunciati raggiungono una notevole profondità antropologica e teologica al tempo stesso: la coppia pensata da Dio è una coppia che nasce innanzitutto sulla base della similitudine.
La prima esperienza di pace nel rapporto tra due persone consiste nell'avere lo stesso cuore. E' difficile che un uomo e una donna possano costruire insieme un amore veramente felice se sono uniti da una similitudine soltanto superficiale (il piacersi fisicamente o caratterialmente, l'avere gli stessi gusti…) e sono invece diversi nella maniera di interpretare la vita e negli obiettivi fondamentali da perseguire.
L'amore donato da Dio alla coppia delle origini può fondarsi solo sulla similitudine della coscienza, quando cioè l'uomo e la donna credono negli stessi valori, condividono le stesse aspirazioni, interpretano la vita nella medesima chiave. Il secondo enunciato (v. 22) si muove invece sul registro dello stile di vita: Adamo non si appropria di sua moglie, è Dio che gliela offre come un dono. La coppia che vive nella luce di Dio non perde mai di vista il fatto che, pur nella reciproca e totale appartenenza, nessuno dei due è "padrone" dell'altro. Piuttosto, l'altro si accoglie con il rispetto e la delicatezza con cui si accoglie un dono prezioso fatto da Dio.
L'incontro di Tobia e di Sara veicola infatti proprio questo insegnamento; Tobia prende Sara non come una moglie autonomamente scelta, ma come la donna che Dio ha giudicato adatta per lui: "Dal cielo è stato stabilito che ti sia data" (Tb 7,12). Di fatto, sempre nel libro della Genesi, i rapporti di forza entrano nella vita di coppia solo dopo il peccato originale e perciò non esprimono la volontà di Dio, ma solo la conseguenza di un disordine voluto dall'uomo e progettato dal diavolo: "Alla donna Dio disse: verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà" (Gen 3,16). Questo "egli ti dominerà" segna l'ingresso dei rapporti di forza che hanno snaturato l'amore umano, deformandolo nel suo significato sacramentale, ossia nella sua capacità di rendere visibile l'amore di Dio. Cristo, nella sua risposta ai farisei che lo interrogavano sul divorzio, fa riferimento a una condizione in cui la coppia umana non è più quello che Dio aveva stabilito al principio della creazione (cfr. Mt 19,8). Nelle parole di Cristo si comprende che l'amore umano ha perduto lo splendore che aveva all'origine, perché il peccato ha ferito gli equilibri della persona e il cuore si è ammalato di indurimento. Alla luce di questo presupposto, il Maestro afferma che il fallimento dell'amore umano non è dovuto a una qualche forma di incompatibilità tra l'uomo e la donna, ma è da attribuirsi a una causa più profonda, ossia lo stato di malattia del cuore oscurato dal peccato. Sarà necessaria la redenzione perché la coppia umana possa avvicinarsi allo splendore delle origini, recuperando l'intimità con Dio, perduta con la cacciata dall'Eden. Lo stile delle relazioni tra marito e moglie viene ripreso dall'Apostolo Paolo nella lettera agli Efesini, con una amplificazione del discorso nella prospettiva sacramentale. Abbiamo già detto, però, che in questa sede non ci occuperemo della teologia della coppia, bensì del ritratto biblico della coppia. Paolo presenta in termini nuovi quello che può sembrare non solo un discorso vecchio, ma anche un discorso che dovrebbe essere superato nella nuova economia del NT. L'Apostolo "sembra" infatti suggerire la sottomissione della donna all'uomo. Ci sembra opportuno chiarire qui cosa egli abbia inteso dire. Il suo enunciato suona intanto così: "Le mogli siano sottomesse ai loro mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie come Cristo è capo della Chiesa" (Ef 22). Il concetto di "sottomissione" ha bisogno di essere contestualizzato, per non correre il rischio di cadere in un madornale fraintendimento. Sarebbe un errore tentare di capire il senso delle parole dell'Apostolo senza tenere conto di ciò che egli subito dopo aggiunge: "E voi, mariti, amate le vostre mogli come Cristo ha amato la Chiesa" (v. 25).
Ora, noi sappiamo che Cristo ha amato la Chiesa lavando i piedi ai suoi discepoli e rappresentando così il senso profondo dell'offerta della propria vita per la nostra salvezza. Se dunque la moglie deve essere sottomessa al marito come a Cristo, il marito, a sua volta, deve mantenere verso di lei lo Cristo stesso atteggiamento di Cristo, chino in un instancabile servizio.
Sotto questa chiave scopriamo allora che la "sottomissione" è un atteggiamento altissimo e nobile, se è ispirato dall'amore e dall'imitazione di Cristo. Non ci inoltriamo nelle altre categorie di "prossimo" per le quali, volendo stabilire il livello della giustizia, basta ribadire il principio riportato dal Vangelo di Luca: "Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro" (6,31).
don Enzo Cuffaro

martedì 18 novembre 2008

LA COPPIA E LA COMPLICITA’


DI ANGELO PELUSO

Un rapporto complice implica un condividere un territorio mentale con un’altra persona indipendentemente dall’abitare nella stessa casa o in luoghi fisici diversi. Essere complice con l’altro significa vivere con lui\lei un attaccamento psichico senza invaderlo o impossessarsene, ma definendo ogni propria azione come frutto di una strategia condivisa dal partner senza riserve (anche se ci fossero diverse vedute). In altre parole è l’accettazione totale dell’altro che porta a un rapporto basato sulla lealtà e la fedeltà al di là di falsi e stereotipati comportamenti di pseudo-unità.

Se l’alleanza implica unire le forze comuni per un obiettivo o un ideale scelto insieme (il che paradossalmente non necessita obbligatoriamente di intimità con l’altro), la complicità deve necessariamente prevedere la capacità a vivere una relazione intima.

L’intimità è il primo segno di un rapporto esclusivo in cui si entra nella sfera d’azione dell’altro per condividerne le emozioni e le azioni (pur non essendo necessario partecipare direttamente). Questa sensibilità a saper entrare in relazione con gli altri dovrà favorire rapporti positivi nel gruppo dei pari e in tutti quei contesti socializzanti significativi.

Nell’età adulta l’intimità è indispensabile per vivere una buona sessualità in cui si possa condividere con l’altro l’espressività del proprio esser uomo\donna e il piacere erotico. Moltissime patologie sessuali sono “spie rosse d’allarme” di una patologia dell’intimità, del timore cioè di lasciarsi andare temendo di subire restrizioni al proprio spazio d’azione e quindi un soffocamento della propria immagine personale.

La falsa intimità è quando ci sono esagerate idealizzazioni (necessarie soprattutto alla propria immagine) magari necessarie per curare ferite narcisistiche derivate da rapporti precedenti. La complicità di coppia è la meta più importante nel cammino tra due partner, ma per raggiungerla occorrono numerosi accomodamenti che sono le necessarie tappe per arrivare alla sintonia.

Numerosi uomini e donne spesso si innamorano di una fantasia piuttosto che della persona reale che sostengono di amare proprio per i bisogni, le aspirazioni, le ferite, i desideri nascosti. Il conoscersi è fondamentale proprio per non riversare sull'altro le proprie difficoltà relazionali, le proprie confusioni interne, le ansie accumulate nelle vicende affettive precedenti.

Conoscere il partner significa cominciare a cogliere la sua personalità e le sue peculiarità facendo attenzione a non cadere nelle generalizzazioni, nell'illusione di dare per scontato di accettarlo ed essere accettati a-criticamente. L’intimità si costruisce attraverso il gioco proprio perché l’aspetto ludico aiuta a cogliere la curiosità, la creatività e la magia, intesa come capacità di lasciare aperta la porta sul fantasmatico e di permettere, almeno ogni tanto, al “bambino che è in noi” di partecipare alla vita di coppia.

Essere creativi significa riuscire a coinvolgere il partner nei nostri desideri segreti e vivere insieme momenti di regressione cosiddetta infantile per recuperare le nostre potenzialità nascoste. L'intimità relazionale è proprio la capacità di condividere in modo privilegiato pensieri e fantasie con un'altra persona.

Una mancanza di complicità si ripercuote inevitabilmente anche in altre sfere esterne dal lavoro alla vita sociale; una volta “perduti i riferimenti” è come se la persona mancasse di coordinamento nelle sue attività. La mancanza di complicità significa inevitabilmente “crisi” del rapporto, ma saper affrontare la crisi guardandola come momento di evoluzione, è l'indice più significativo di un’ alleanza esistente tra i due partner nonostante il momento difficile.

La presenza di ideali condivisi e di strutture di coppia chiare e definite permette un arginamento dello stress soprattutto tenendo conto che oggi c'è una grande confusione tra norme,valori,regole e strutture della vita di coppia che si ripercuote in sensazioni di insicurezza, inadeguamento, ansietà, vergogna, colpa. Costruire la complicità significa, quindi, porre le basi per un “non sentirsi mai soli” nemmeno tra mille difficoltà (nel lavoro, con gli amici ,nelle situazioni stressanti ecc.).

In fin dei conti, vivere la complicità con il partner è sentire la presenza dell’altro con tutta la sua diversità dentro di noi, con amore e con rispetto,riuscendo a rivestire il ruolo di chi parla e di chi ascolta arrivando ad un senso critico di se stesso. Questo implica camminare sulla stessa strada verso una meta comune non rigorosamente determinata, ma modificabile sulla base delle rispettive esperienze e conoscenze che diventano “territorio di entrambi” come una sorta di patrimonio genetico condiviso con il meglio di sé.

mercoledì 22 ottobre 2008

LUTTO

22 Ottobre 2005

Ogni lutto ci mette davanti alla più grande verità … …

Siamo chiamati alla vita in attesa della sua fine!
Ma dietro questo grande mistero di sofferenza si nasconde la nostra vocazione alla libertà, la nostra capacità di convogliare tutte le nostre forze a vivere in pienezza il nostro rapporto di Amore con Dio e con gli altri.
Percepisci che ogni istante della vita non dovrebbe essere mai sprecato, ogni rapporto con gli altri dovrebbe essere più trasparente più pulito, meno offuscato dal nostro egoismo dai nostri pregiudizi invidie e altro …
Bisogna fare lo sforzo di ritornare a dar valore alle cose che hanno valore … … e in parte nella perdita ci si avvicina di più a questa consapevolezza. Rimane l’ amaro di aver perso qualche occasione, magari di non aver potute dire o fare qualcosa … chiarire incomprensioni dubbi … oppure semplicemente aver negato alla persona che ci ha lasciato un sorriso in più, un gesto di affetto un po’ più di pazienza e comprensione.
Rimane un grande vuoto di tristezza di dolore di mancanza, che niente riuscirà più a colmare, se non la preghiera il silenzio e la consapevolezza che Cristo ha vinto la morte. E’ una grande prova di fede è un’occasione di crescita e di maturazione.
Questo raggio di luce è la speranza che ci libera, che ci da respiro e energie nuove per affrontare la vita che continua…

Mamma,
te ne sei andata via
silenziosamente …
da sola …
un presentimento mi ha colto aprendo la porta …
ho avuto paura …
eri li distesa …
immobile …
ho pianto.
Chissà cosa hai pensato?
chissà quanto hai sofferto …
quanta paura …
Io ora sono qui!
avrei tante cose da dirti
ringraziarti per tutto quello che hai fatto
scusarmi per le mancanze …
Tutte queste cose
le terrò nel mio cuore
ti parlerò
so che tu mi vedrai
sarai mio sostegno nel Signore
nei momenti di gioia e di tristezza.
Mamma mi manchi!

mercoledì 18 giugno 2008

Coppia serena, per figli felici.
Giulia Perin

Nei primi anni di vita del bambino le figure di riferimento più significative sono i genitori, coi quali egli instaura subito uno strettissimo legame d’interazione e di dipendenza.
La coppia adotta comportamenti specifici tipici del rapporto adulto-bambino, atti a favorire la comprensione del mondo che lo circonda nel modo più elementare possibile. Inconsapevolmente, quindi, i genitori usano con il figlio un linguaggio tutto particolare in un rapporto unico e profondo, da cui il piccolo pian piano si differenzia, assumendo una propria autonomia e coscienza di sé come essere distinto da loro.
Durante la crescita, i genitori gli insegnano quelle che ritengono essere le regole base per una vita sociale ben integrata. Questi insegnamenti espliciti però costituiscono solo una piccola parte di ciò che il bambino impara dai genitori. Egli, infatti, ha sotto gli occhi una coppia che interagisce costantemente a più livelli, che diventa per lui un modello di apprendimento ben più rilevante ed incisivo di qualsiasi discorso. Al di là delle indicazioni esplicite, quindi, il bambino assorbe le modalità dei genitori di impostare le relazioni e di reagire agli eventi quotidiani.
La serenità coniugale è fondamentale. La serenità coniugale è quindi fondamentale a due livelli.
In primo luogo la coppia è un punto di riferimento costante su cui il bambino deve sempre poter fare affidamento. Per il piccolo i due genitori sono quasi un’unica entità, un rifugio dove poter sempre trovare affetto e riparo, certezza in un mondo ancora a lui sconosciuto. Screzi e tensioni, comuni a tutte le famiglie, sono percepiti dal bambino. Non li comprende totalmente, ma li assorbe, li vive dentro di sé, ne è coinvolto suo malgrado.
In questi momenti è cruciale il modo di condurre il rapporto di coppia da parte dei genitori. Essi, infatti, rappresentano per il figlio il nucleo di riferimento basato sulle dinamiche stesse della coppia, che si muove all’interno di una ruota di valori. Se le discussioni intaccano queste dinamiche, la costante di riferimento del bambino si altera, con la conseguenza che il bambino stesso si disorienta. Questo nucleo si incrina, se i genitori assumono posizioni differenti la sicurezza del bambino vacilla, si trova due fuochi e non sa quale direzione prendere. Egli si sentirà così diviso in due, senza possibilità di conciliazione.
Il buon rapporto di coppia incide anche ad un altro livello. L’amore, il rispetto, la solidarietà reciproca sono valori impliciti nel rapporto coniugale che il figlio vive assorbe e che poi utilizza come modalità empatica di rapportarsi con gli altri.
La serenità tra i genitori è, quindi, un fattore fondamentale affinché il figlio apprenda i valori dell’interazione con gli altri, la fiducia, il rispetto, l’amore, nonché il valore intrinseco della famiglia in quanto tale, e affinché si costruisca una sicurezza di base che gli possa permettere di affrontare il mondo al di là della famiglia con una certa sicurezza ed ottimismo.
(Tratto da GENITORI E SCUOLA)

_____________Ave Maria___________

_____________Ave Maria___________
Questa preghiera è dedicata a ... ... ...

__SOSTEGNO DI CHI E' MALATO!__

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.

Amen.