martedì 18 novembre 2008

LA COPPIA E LA COMPLICITA’


DI ANGELO PELUSO

Un rapporto complice implica un condividere un territorio mentale con un’altra persona indipendentemente dall’abitare nella stessa casa o in luoghi fisici diversi. Essere complice con l’altro significa vivere con lui\lei un attaccamento psichico senza invaderlo o impossessarsene, ma definendo ogni propria azione come frutto di una strategia condivisa dal partner senza riserve (anche se ci fossero diverse vedute). In altre parole è l’accettazione totale dell’altro che porta a un rapporto basato sulla lealtà e la fedeltà al di là di falsi e stereotipati comportamenti di pseudo-unità.

Se l’alleanza implica unire le forze comuni per un obiettivo o un ideale scelto insieme (il che paradossalmente non necessita obbligatoriamente di intimità con l’altro), la complicità deve necessariamente prevedere la capacità a vivere una relazione intima.

L’intimità è il primo segno di un rapporto esclusivo in cui si entra nella sfera d’azione dell’altro per condividerne le emozioni e le azioni (pur non essendo necessario partecipare direttamente). Questa sensibilità a saper entrare in relazione con gli altri dovrà favorire rapporti positivi nel gruppo dei pari e in tutti quei contesti socializzanti significativi.

Nell’età adulta l’intimità è indispensabile per vivere una buona sessualità in cui si possa condividere con l’altro l’espressività del proprio esser uomo\donna e il piacere erotico. Moltissime patologie sessuali sono “spie rosse d’allarme” di una patologia dell’intimità, del timore cioè di lasciarsi andare temendo di subire restrizioni al proprio spazio d’azione e quindi un soffocamento della propria immagine personale.

La falsa intimità è quando ci sono esagerate idealizzazioni (necessarie soprattutto alla propria immagine) magari necessarie per curare ferite narcisistiche derivate da rapporti precedenti. La complicità di coppia è la meta più importante nel cammino tra due partner, ma per raggiungerla occorrono numerosi accomodamenti che sono le necessarie tappe per arrivare alla sintonia.

Numerosi uomini e donne spesso si innamorano di una fantasia piuttosto che della persona reale che sostengono di amare proprio per i bisogni, le aspirazioni, le ferite, i desideri nascosti. Il conoscersi è fondamentale proprio per non riversare sull'altro le proprie difficoltà relazionali, le proprie confusioni interne, le ansie accumulate nelle vicende affettive precedenti.

Conoscere il partner significa cominciare a cogliere la sua personalità e le sue peculiarità facendo attenzione a non cadere nelle generalizzazioni, nell'illusione di dare per scontato di accettarlo ed essere accettati a-criticamente. L’intimità si costruisce attraverso il gioco proprio perché l’aspetto ludico aiuta a cogliere la curiosità, la creatività e la magia, intesa come capacità di lasciare aperta la porta sul fantasmatico e di permettere, almeno ogni tanto, al “bambino che è in noi” di partecipare alla vita di coppia.

Essere creativi significa riuscire a coinvolgere il partner nei nostri desideri segreti e vivere insieme momenti di regressione cosiddetta infantile per recuperare le nostre potenzialità nascoste. L'intimità relazionale è proprio la capacità di condividere in modo privilegiato pensieri e fantasie con un'altra persona.

Una mancanza di complicità si ripercuote inevitabilmente anche in altre sfere esterne dal lavoro alla vita sociale; una volta “perduti i riferimenti” è come se la persona mancasse di coordinamento nelle sue attività. La mancanza di complicità significa inevitabilmente “crisi” del rapporto, ma saper affrontare la crisi guardandola come momento di evoluzione, è l'indice più significativo di un’ alleanza esistente tra i due partner nonostante il momento difficile.

La presenza di ideali condivisi e di strutture di coppia chiare e definite permette un arginamento dello stress soprattutto tenendo conto che oggi c'è una grande confusione tra norme,valori,regole e strutture della vita di coppia che si ripercuote in sensazioni di insicurezza, inadeguamento, ansietà, vergogna, colpa. Costruire la complicità significa, quindi, porre le basi per un “non sentirsi mai soli” nemmeno tra mille difficoltà (nel lavoro, con gli amici ,nelle situazioni stressanti ecc.).

In fin dei conti, vivere la complicità con il partner è sentire la presenza dell’altro con tutta la sua diversità dentro di noi, con amore e con rispetto,riuscendo a rivestire il ruolo di chi parla e di chi ascolta arrivando ad un senso critico di se stesso. Questo implica camminare sulla stessa strada verso una meta comune non rigorosamente determinata, ma modificabile sulla base delle rispettive esperienze e conoscenze che diventano “territorio di entrambi” come una sorta di patrimonio genetico condiviso con il meglio di sé.

lunedì 17 novembre 2008

VIENI SIGNORE, VIENI MARANATHA'

E' iniziato per il rito Ambrosiano l'Avvento! Tempo di Attesa!

Ieri sono riuscito a ritagliarmi due orettine di pausa nella cappellina dell'oratorio facendo risuonare più volte questa invocazione:


Vieni Signore, vieni Maranatha'!

Vieni o Gesù
nel mio cuore inquieto!
spalanca le porte di un cuore atrofizzato,
chiuso nell'egoismo!
donami la Tua Pace
la vera Pace.

Guarisci il mio cuore malato
lacerato dal peccato
ferito dall'infedeltà
soffocato, appesantito oppresso.

Vieni con la Tua luce
illuminami!
Vieni con il Tuo calore
Scaldami!
Vieni in mio soccorso
Aiutami!

A te mi affido,
ti attendo!
ho bisogno di Te
del Tuo Amore!
ho necessità vitale
di essere amato!

Vieni Signore, Vieni Maranatha ... ...

venerdì 14 novembre 2008

Domani c'è il terzo incontro del Gruppo La Famiglia. Segnalo il capitolo 4 del libro Cantico dei Cantici:


Cantico dei Cantici - Capitolo 4

Lo sposo

[1]Come sei bella, amica mia, come sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono un gregge di capre,
che scendono dalle pendici del Gàlaad.
[2]I tuoi denti come un gregge di pecore tosate, che risalgono dal bagno; tutte procedono appaiate, e nessuna è senza compagna.
[3]Come un nastro di porpora le tue labbra e la tua bocca è soffusa di grazia; come spicchio di melagrana la tua gota attraverso il tuo velo.
[4]Come la torre di Davide il tuo collo, costruita a guisa di fortezza.
Mille scudi vi sono appesi,
tutte armature di prodi.
[5]I tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella, che pascolano fra i gigli.
[6]Prima che spiri la brezza del giorno e si allunghino le ombre, me ne andrò al monte della mirra e alla collina dell'incenso.
[7]Tutta bella tu sei, amica mia,
in te nessuna macchia.

La sposa

[10]Il mio diletto è bianco e vermiglio, riconoscibile fra mille e mille.
[11]Il suo capo è oro, oro puro,
i suoi riccioli grappoli di palma,
neri come il corvo.
[12]I suoi occhi, come colombe
su ruscelli di acqua;
i suoi denti bagnati nel latte,
posti in un castone.
[13]Le sue guance, come aiuole di balsamo, aiuole di erbe profumate; le sue labbra sono gigli, che stillano fluida mirra.
[14]Le sue mani sono anelli d'oro,
incastonati di gemme di Tarsis.
Il suo petto è tutto d'avorio,
tempestato di zaffiri.
[15]Le sue gambe, colonne di alabastro, posate su basi d'oro puro.
Il suo aspetto è quello del Libano,
magnifico come i cedri.
[16]Dolcezza è il suo palato;
egli è tutto delizie!
Questo è il mio diletto, questo è il mio amico, o figlie di Gerusalemme.

giovedì 13 novembre 2008

MESSAGGIO DI TENEREZZA

Ringrazio Marco che mi segnala questo scritto molto bello:





Ho sognato


che camminavo in riva al mare


con il Signore


e rivedevo sullo schermo del cielo


tutti i giorni della mia vita passata.


E per ogni giorno trascorso


apparivano sulla sabbia due orme:


le mie e quelle del Signore.


Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,


proprio nei giorni


più difficili della mia vita.


Allora ho detto:


"Signore io ho scelto di vivere con te


e tu mi avevi promesso


che saresti stato sempre con me.


Perchè mi hai lasciato solo


proprio nei momenti più difficili?"


e Lui mi ha risposto:


"Figlio, tu lo sai che io ti amo


e non ti ho abbandonato mai:


i giorni nei quali


c'è soltanto un'orma sulla sabbia


sono proprio quelli


in cui ti ho portato in braccio."




Anonimo brasiliano

mercoledì 12 novembre 2008




E' proprio un periodo di lavoro intenso ... ... non trovo il tempo di scrivere, riesco ad aggiornare solo il santo del giorno! ieri ho pregato insieme ad altri colleghi partecipando alla Messa per la morte del papa' di Elisa (collega).


Eterno riposo

dona a lui o Signore,

Splenda a lui la luce perpetua

riposi in pace,

Amen

Ad Elisa un abbraccio forte, a sostegno di questo triste momento!






E' ancora vivo e forte l'entusiasmo per la festa di domenica; la S.Cresima di Alessandro!
Una festa riuscita ... ... la celebrazione molto sobria e partecipata con grande silenzio! le parole del nostro Vicario semplici ma molto efficaci!
Il pranzo e il pomeriggio insieme sono stati veramente belli a partire dall ' agriturismo, dal menu ma soprattutto dalla allegra compagnia ... ... ...




I PICCOLINI ....


I BIMBI ... ...





LE GRANDI ...





I PIU' GRANDI ....




I GRANDISSIMI ........




giovedì 6 novembre 2008

IL FIORE




Finalmente sei esploso!
ti sei aperto alla vita.
Dentro le tue foglie sei cresciuto
il tuo grembo ti ha protetto.

Ora con tutta la tuà maestosità
sei venuto alla luce
hai mostrato il tuo tesoro
i tuoi colori
le tue forme diverse
perfezione del creato!

E' un miracolo,
che si ripete da sempre!
scandisce il tempo ... ...

Fermati uomo!
ascolta ti devo parlare ...
"Amico!
guardami ... ammirami ... rispettami ...
sono immagine del mio e tuo creatore!"

martedì 4 novembre 2008

VIENI SPIRITO SANTO

In questo anno abbiamo in parte già riflettuto sulla Cresima e sullo Spirito Santo, assistiamo alla crescita dei nostri figli (i nostri bambini... ) abbiamo pregato e condiviso con loro questa tappa importante della loro vita; un pensiero ed una preghiera va a tutti nessuno escluso Paolo Michela Andrea Samuele Gaia Francesca Alessandro Sabrina ...

Segnalo Questo brano della Parola di Dio per ricordarci i 7 doni dello Spirito Santo:

LETTERA AI GALATI 5 22 /25

22Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;
23contro queste cose non c’è legge.
24Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri.
25Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.
Gloria al Padre,
al Figlio e allo Spirito Santo
come era nel principio
ora e sempre nei secoli dei secoli
Amen
Sapienza: E’ l’esperienza gioiosa delle realtà soprannaturali. Ci da una conoscenza di Dio che non passa dalla conoscenza delle cose ma dalla condivisione della sua stessa vita. E’ fondamentale nella vita Cristiana, Risponde alle nostre esigenze di felicità. In Sapienza 8 abbiamo la sposa che offre tutte le gioie dell’intimità con Dio. E’ la gioia degli Apostoli dopo la Pentecoste. E’ l’anticipazione del Paradiso.
Intelletto: E’ la risposta al bisogno di conoscenza e verità. Ci fa comprendere in maniera chiara quello che la luce della fede ci fa comprendere in maniera crepuscolare. Nell’ultima cena Gesù dice: "Vi ho detto queste cose ma il Padre vi manderà lo Spirito Santo che vi insegnerà ogni cosa". E’ indispensabile nell’Evangelizzazione e nella catechesi, sia per chi parla che per chi ascolta. Fa capire in profondità la Parola di Dio e fa gustare la bellezza delle realtà rivelate.
Consiglio: Offre un discernimento intuitivo e sicuro nelle scelte che facciamo per conoscere la volontà di Dio. Pensate alla scelta vocazionale. Accresce la virtù della Prudenza. Fa sì che le nostre azioni siano degne di Dio; ci fa agire sempre per la gloria di Dio.
Fortezza: Ci abilita a sopportare fatiche e sofferenze ma anche ad affrontare tentazioni e difficoltà. E’ lo spirito dei martiri, di coloro che sono ammalati da tempo e offrono queste sofferenze. Solo un amore grande riesce a superare tutte le difficoltà. "Non ci spaventino le prove o i dolori, a chi ama, Dio moltiplica i dolori. E’ dai dolori più grandi che sorgono le gioie più grandi". "Vivere, palpitare, morire ai piedi della croce o in cima alla croce". "Non domandiamo a Cristo che ci liberi dalle croci, sarebbe la nostra rovina, domandiamo che ce le aumenti, e ci dia la capacità di portarle con gioia con lui".
Scienza: Dell’intelletto abbiamo detto che ci fa intuire le verità, la scienza ci da la capacità di vedere le cose come le vede Dio. Fa sì che possiamo vedere sempre tutte le creature con gli occhi della fede. Fa percepire con sensibilità viva la presenza del Creatore nelle creature e la presenza di Gesù in tutti gli uomini. E’ alla base della santità perché ci pone sempre alla presenza del Signore.
Pietà: Ci fa sperimentare la tenerezza del Padre e ci fa sentire figli prediletti. "Come un bimbo sereno in braccio alla madre". Ci da il senso della Divina Provvidenza, che riconosce che siamo figli di Dio e che lui provvede a tutto. "Il Signore non turba mai la pace dei suoi Figli se non per darne una maggiore" (Don Orione). E’ la forza del pentimento dei peccati. E’ l’amore dei figli verso il Padre. Esempio è Enea che fugge da Troia portando in spalle il padre.
Timore di Dio: Non è paura, ma il riconoscere la santità e la trascendenza, la maestà di Dio. E’ il santo che cantiamo ogni giorno a Messa (Is 6,1). Rende vivo il valore di Dio nella nostra vita, ci fa coscienti della sua presenza e ci fa dispiacere di far qualcosa contro di Lui. Adorazione, lode, ringraziamento partono da qui.

_____________Ave Maria___________

_____________Ave Maria___________
Questa preghiera è dedicata a ... ... ...

__SOSTEGNO DI CHI E' MALATO!__

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.

Amen.