venerdì 26 settembre 2008









IL SUONO DELLA CAMPANA CI ANNUNCIA

CHE :

"CRISTO E' RISORTO! ALLELUIA"

giovedì 25 settembre 2008



La prima lettura della liturgia di oggi riporta questo bellissimo passo tratto dal Qoelet così crudo ma talmente vero! Non si commenta neppure ... Occorre leggere e fermarsi in silenzioso ascolto ... ...





Dal libro del Qoelet


Vanità delle vanità, dice Qoelet, vanità delle vanità, tutto è vanità.

Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno per cui fatica sotto il sole? Una generazione va, una generazione viene ma la terra resta sempre la stessa.

Il sole sorge e il sole tramonta, si affretta verso il luogo da dove risorgerà. Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna. Tutti i fiumi vanno al mare, eppure il mare non è mai pieno: raggiunta la loro meta, i fiumi riprendono la loro marcia.

Tutte le cose sono in travaglio e nessuno potrebbe spiegarne il motivo. Non si sazia l’occhio di guardare né mai l’orecchio è sazio di udire. Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole. C’è forse qualcosa di cui si possa dire: “Guarda, questa è una novità”? Proprio questa è già stata nei secoli che ci hanno preceduto. Non resta più ricordo degli antichi, ma neppure di coloro che saranno si conserverà memoria presso coloro che verranno in seguito. Parola di Dio

martedì 23 settembre 2008

SOFFRIRE ... ... S OFFRIRE ... ...

Che stranezza!
basta levare una lettera a questa parola così terribile per noi
e il significato cambia radicalmente ... ...
acquista un tono positivo ... ...
si colora di serenità e gioia ...

Ma ciò non è semplice da vivere ... ...
quando siamo annebbiati dal dolore
perdiamo la speranza
tutto diventa piu' cupo, triste ...
pare che niente ci possa rasserenare!

Oggi è San Pio da Pietralcina che come tantissimi santi
alla sequela di Cristo, consolati da Maria, affidati al Padre
e illuminati dallo Spirito Santo hanno convissuto, con la Croce,
fino a (s) OFFRIRSI completamente!

Affidiamo a te
tutti coloro che per malattia soffrono
tutti coloro che per una perdita soffrono
perchè trovino la forza e il coraggio
di (s) offrire questa sofferenza ... ...
Amen

venerdì 19 settembre 2008

Segnalo questo bellissimo articolo tratto da un mattutino su Avvenire del 25/06/2003 scritto da G.Ravasi.

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. È una studentessa di Venezia a proporci il celebre testo d'apertura del romanzo Se questo è un uomo che Primo Levi pubblicò nel 1947 come drammatica testimonianza della crudeltà dei lager nazisti ove la lotta non era solo per la sopravvivenza ma anche per la stessa dignità di uomo e di donna. Mi pare, nelle migliaia di "Mattutini" che ho alle spalle, di avere già suggerito il frammento di questo testo. Certo è che non può mai essere riproposto senza suscitare un fremito nelle coscienze, fremito necessario - soprattutto nei tempi di superficialità e di brutalità in cui viviamo - per essere certi di conservare ancora in noi la sostanza dell'essere persone. Vorrei solo sottolineare il tema centrale della dignità di ogni individuo che è, anche in luoghi non segnati da truci dittature o da regimi spietati, sempre soggetta a ferite. Si pensi, solo per fare un esempio banale, all'auto-umiliazione (altrettanto vergognosa quanto quella estrinseca) a cui si riducono non poche persone pur di apparire in certi programmi televisivi ove essi vomitano sullo schermo tutte le loro meschinità e le infamie individuali e di coppia. Di fronte a questi automi disumani si potrebbe far risuonare il monito dantesco di Beatrice: «Uomini siate, e non pecore matte» (Paradiso 5, 80).

martedì 16 settembre 2008



‘AVERE LA BUSSOLA
NON DISPENSA AFFATTO DAL REMARE’

Parecchi anni prima di sposarmi un’ amica dell’A.C. per Natale mi regalò un sasso piatto di un tenue rosellino con questa scritta in nero!
Da quell’anno fino ad oggi il sasso l’ho sempre messo nel presepio davanti alla mangiatoia!
Gesù Cristo per noi è la luce che è venuta per illuminare le genti! Questo ci ricorda il natale e il presepio!
Dietro questa frase c’è la più grande verità, è il più grande dono che abbiamo ricevuto, cioè la libertà! Egli è la nostra bussola, la rivelazione si è compiuta con la sua morte resurrezione e la discesa dello Spirito Santo, niente ci è più estraneo.
Ma essa assume pieno significato per noi se è legata alla nostra personale adesione a questo cammino con tutte i nostri doni le povertà debolezze!
Senza il nostro personale ‘SI’ alla chiamata del Padre, senza la nostra volontà di metterci in cammino alla Sua sequela non esiste salvezza!
Allora non ci resta che rimboccarci le maniche e remare in direzione di Cristo nostra bussola.
O Gesù!
luce che risplendi sul mio cammino,
riferimento saldo nella mia vita.
Mi affido a te
A te consegno la mia vita.
Sostienimi sempre,
dammi la forza di proseguire
in tutti gli avvenimenti della mia storia,
camminerò con Te
ti darò la mia mano
Ho bisogno di te
del Tuo amore Misericordioso.
Amen

venerdì 12 settembre 2008

Correre di notte


E’ notte … …
buio …
silenzio …
quiete …


Tu sei solo …
corri!
sei avvolto nel nulla
sei proiettato verso il buio.
L’ambiente non ti può distrarre
non esistono colori
tutto è nero.


La vista riesce a percepire solo qualche segno della strada
l’attenzione è rivolta ai tuoi piedi
il passo è più lento
percepisci maggiore sensibilità
ascolti i rumori …
senti i profumi gli odori …
la pioggia e la neve ti rinfrescano


La città in lontananza
ti abbaglia con le sue luci
tante luci … troppe luci …
sembra voglia scacciare
le sue paure accecandoti
con i suoi bagliori.


Anche tu hai paura … …
ma sei concentrato e prosegui!
non puoi tornare indietro …
Devi trovare il coraggio dentro di te!
nessuno ti può aiutare …


Le sensazioni si fanno più piacevoli …
anche la mente corre
ora non la fermi più
sta viaggiando!
sei libero …
sei vivo …
sei sereno …
sei amato …


La strada cambia
davanti ti ritrovi in lontananza le luci della città
piano piano ti avvicini
il chiarore si fa sempre più violento
sei rientrato!
Sei stanco ma soddisfatto
di aver percorso altra strada … ...


Renato,
Nella storia dell'esegesi ci sono state diverse interpretazioni del significato del nome di Maria:

1) "AMAREZZA" questo significato e` stato dato da alcuni rabbini: fanno derivare il nome MIRYAM dalla radice MRR = in ebraico "essere amaro". Questi rabbini sostengono che Maria, sorella di Mose`, fu chiamata cosi` perche', quando nacque, il Faraone comincio` a rendere amara la vita degli Israeliti , e prese la decisione di uccidere i bambini ebrei.Questa interpretazione puo` essere accettata da noi Cristiani pensando quanto dolore e quanta amarezza ha patito Maria nel corredimerci: [Lam. 1,12] Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c'e` un dolore simile al mio dolore...Inoltre il diavolo, di cui il Faraone e` figura, fa guerra alla stirpe della donna, rendendo amara la vita ai veri devoti di Maria, che, per altro, nulla temono, protetti dalla loro Regina.
2) "MAESTRA E SIGNORA DEL MARE "Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da MOREH (ebr. Maestra-Signora) + YAM (= mare): come Maria, la sorella di Mose`, fu maestra delle donne ebree nel passaggio del Mar Rosso e Maestra nel canto di Vittoria (cf Es 15,20), cosi` "Maria e` la Maestra e la Signora del mare di questo secolo, che Ella ci fa attraversare conducendoci al cielo" (S.Ambrogio, Exhort. ad Virgines)Altri autori antichi che suggeriscono questa interpretazione: Filone, S. Girolamo, S. Epifanio. Questo parallelo tipologico tra Maria sorella di Mose` e Maria, madre di Dio, e` ripreso da Ps. Agostino, che chiama Maria "tympanistria nostra" (Maria sorella di Mose` e la suonatrice di timpano degli Ebrei, Maria SS. e` la tympanistria nostra, cioe` dei Cristiani: il cantico di Mose` del N.T sarebbe il Magnificat, cantato appunto da Maria: questa interpretazione e` sostenuta oggi dal P. Le Deaut, uno dei piu` grandi conoscitori delle letteratura tergumica ed ebraica in genere: secondo questo autore, S. Luca avrebbe fatto volontariamente questo parallelismo.
3) "ILLUMINATRICE, STELLA DEL MARE "Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da: prefisso nominale (o participiale) M + 'OR (ebr.= luce) + YAM (= mare): Cosi` S. Gregorio Taumaturgo, S. Isidoro, S. Girolamo (insieme alla precedente)Alcuni autori ritengono che S. Girolamo in realta` non abbia interpretato il nome come "stella del mare", ma come "stilla maris", cioè: goccia del mare. La presenza della radice di "mare" nel nome di Maria, ha suggerito diverse interpretazioni e/paragoni di Maria con il "mare":Pietro di Celles (+1183) Maria = "mare di grazie": di qui Montfort riprende: "Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria" (Vera Devozione, 23).Qohelet 1,7: "tutti i fiumi entrano nel mare"; S. Bonaventura sostiene che tutte le grazie (= tutti i fiumi) che hanno avuto gli angeli, gli apostoli, i martiri, i confessori, le vergini, sono "confluite" in Maria, il mare di grazie.S.Brigida: "ecco perche` il nome di Maria e` soave per gli angeli e terribile per i demoni"-------------Ave maris stella, Dei Mater alma, atque semper virgo, felix coeli porta...Questo inno sembra una meditazione sul nome di Maria, in rapporto a Maria sorella di Mosè: "Ave maris stella" (cf significato 3); "Dei Mater ALMA atque semper virgo": Maria, sorella di Mose`, viene chiamata in Es 2,8, `ALMAH = "vergine" e, etimologicamente "nascosta"; "felix coeli porta", cioe` "maestra del mare" di questo secolo che Ella ci fa attraversare (cf. significato 2)---------------
4) PIOGGIA STAGIONALE Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da MOREH (ebr. PRIMA PIOGGIA STAGIONALE)Maria e` considerata come Colei che manda dal cielo una "pioggia di grazia" e "pioggia di grazia essa stessa".Questa interpretazione, che C. A Lapide attribuisce a Pagninus, viene in parte ripresa da S. Luigi di Montfort nella Preghiera Infuocata: commentando Ps. 67:10 "pluviam voluntariam elevasti Deus, hereditatem tuam laborantem tu confortasti" (Una pioggia abbondante o Dio mettesti da parte per la tua eredita`), il Montfort dice:"[P.I. 20] Che cos'e`, Signore, questa pioggia abbondante che hai separata e scelta per rinvigorire la tua eredita` esausta? Non sono forse questi santi missionari, figli di Maria tua sposa, che tu devi scegliere e radunare per il bene della tua Chiesa cosi` indebolita e macchiata dai peccati dei suoi figli?" Maria, pioggia di grazie, formera` e mandera` sulla terra una pioggia di missionari5) ALTEZZASecondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da MAROM (ebr. ALTEZZA, EXCELSIS): questa ipotesi e` sostenuta, tra gli antichi dal Caninius, e, tra i moderni, da VOGT, soprattutto in base alle recenti scoperte dei testi ugaritici, che hanno permesso la comprensione di molte radici ebraiche.Luca 1:78 per viscera misericordiae Dei nostri in quibus visitavit nos oriens EX ALTOquesto versetto, in base al testo greco e alla retroversione in ebraico, puo` essere tradotto: ci ha visitati dall'alto un sole che sorge: Cristo e` il sole che sorge che viene dall'alto (il Padre) oppureci ha visitati un sole che sorge "dall'alto" = da Maria
***Di tutti queste ipotesi, qual e` quella giusta? forse la Provvidenza ci ha lasciato nel dubbio perche' nel nome di Maria possiamo trovare nel contempo tutti i significati che l'analogia della fede ci suggerisce.

_____________Ave Maria___________

_____________Ave Maria___________
Questa preghiera è dedicata a ... ... ...

__SOSTEGNO DI CHI E' MALATO!__

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.

Amen.